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A Perugia la Sinistra Radicale fa mea culpa, ma è pronta a ripartire

Politica
Umbria 13/07/2018 - 18:42

PERUGIA - La sconfitta alle elezioni politiche del 4 marzo ha lasciato il segno sul movimento politico della sinistra radicale. Le scelte degli italiani si sono palesemente orientate verso destra, con il paese che è stato indirizzato verso progetti economico-sociali di stampo neo liberista. Accusato il colpo, però, i partiti e le organizzazioni che stanno a sinistra del Partito Democratico e si pongono in forte contrapposizione ad esso, sentono l’esigenza di ripartire per affrontare al meglio i prossimi appuntamenti politici. Le elezioni europee e i rinnovi di alcuni consigli comunali (su tutti Perugia), in programma nel 2019, diventano l’occasione per un pronto riscatto. Con l’idea di iniziare a porre le basi per ricreare un movimento politico credibile ed efficace, l’associazione Umbria Left ha pensato bene di organizzare un convegno che vedesse protagonisti alcuni interlocutori qualificati. Giovedì 12 luglio, presso la sala “Santa Chiara” a Perugia, l’ex assessore regionale Stefano Vinti, membro e fondatore dell’associazione, ha coordinato un interessante dibattito al quale hanno preso parte, Claudio Grassi di Sinistra Italiana, Luciano Della Vecchia di Rifondazione Comunista e Stefania Silva di Possibile.  

“E’ necessario ripensare ad un progetto unitario – dichiara Stefano Vinti - autonomo ed indipendente dal Pd, che sappia fare un’opposizione vera al Governo Salvini – Di Maio e soprattutto che sappia ascoltare le esigenze dei lavoratori, dei precari e del nostro popolo. Senza dimenticare le elezioni comunali di Perugia, che nel 2019 consentiranno alla sinistra di ritrovare gli stimoli e le risorse per un governo alternativo della città. Noi, come associazione Umbria Left, auspichiamo che tutte le forze della sinistra, ma anche i sindacati, le associazioni e la società civile, possano costruire un nuovo modello democratico che si contrapponga con forza ad una società sempre più individualista e legata al profitto. Questo movimento non può che ripartire dalle città”.

Pensare al futuro significa anche, come sottolinea Luciano Della Vecchia di Rifondazione Comunista, rispondere al capitalismo dilagante con un senso di responsabilità storica. 

“Dobbiamo rimettere al centro della nostra politica le persone e un’equa redistribuzione della ricchezza. La sinistra deve tornare a fare il suo mestiere, contrastando con forza quell’egoismo che si nasconde dietro a slogan del tipo, ‘prima gli italiani’ o a politiche economiche fortemente penalizzanti, per quelli che Papa Francesco definisce gli ‘scartati’”.

Riorganizzarsi, poi, impone di tralasciare quei continui dibattiti sui perché delle recenti sconfitte politiche, come invita a fare Stefania Silva di Possibile.

“Basta piangersi addosso e farsi continue domande su quello che è stato, su cosa è la sinistra. Rischiamo di cadete in un ‘loop’ di pensiero che allontana ulteriormente la nostra gente, quella che non ci ha più votato o ha deciso di non andare a votare. Torniamo ad ascoltare le esigenze quotidiane delle persone”.

Tra tanti auspici, nel dibattito di Perugia è emerso anche un primo, concreto, suggerimento verso un progetto unitario. 

“Le elezioni europee del 2019 – dichiara Claudio Grassi di Sinistra Italiana, già Senatore della Repubblica – rappresentano un punto di partenza importante. Dobbiamo riunirci intorno alla Sinistra Europea e provare a risalire la china con una politica di contrasto netto verso un individualismo sempre più dilagante. Un auspicabile miglioramento nei dati elettorali delle europee, rispetto al 4 marzo, sarà sicuramente un stimolo per le amministrative comunali e per un progetto unitario definitivo. Liberi Uguali? Come Sinistra Italiana crediamo  nella possibilità di trasformare quella che è stata una lista in un partito. Siamo però consapevoli che il processo è lungo e che per portarlo a conclusione sarà necessario il contributo di tutte le forze della sinistra”.  

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