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Barberini/PD VS profilo facebook della Regione Umbria : "Sconcertante episodio di denigrazione delle opinioni dei cittadini"
Il consigliere regionale Luca Barberini (Pd) chiede di verificare chi
amministri il profilo Facebook 'Regione Umbria', ciò in seguito a uno
scambio di commenti, ora rimossi, nei quali l'amministratore della pagina
avrebbe attaccato lo stesso Barberini, “facendo ricostruzioni parziali dei
fatti”. Barberini auspica “un’indagine interna, coinvolgendo anche le
autorità competenti in materia” e “il ripristino “del corretto
utilizzo di questi strumenti di comunicazione”.
(Acs) Perugia, 20 febbraio 2016 - “Chi amministra il presunto profilo
Facebook ufficiale della Regione Umbria? E soprattutto: come può egli fare
valutazioni politiche e denigrare cittadini che si permettono di difendere
persona e operato di un esponente politico? Forse è il caso di fare una
verifica a tutela dell'immagine e della credibilità delle istituzioni umbre
e della libertà di espressione dei cittadini". Lo afferma il consigliere
regionale del Partito democratico Luca Barberini, riferendosi “a un
commento comparso ieri sera su Facebook, a nome del profilo 'Regione Umbria',
relativamente alla vicenda delle sue da assessore regionale.
"Mi ero ripromesso - spiega Barberini - di mantenere, per alcuni giorni, il
silenzio sulla vicenda delle mie dimissioni e sulle loro motivazioni, ma
quanto ho visto nella giornata di ieri mi ha lasciato basito, perplesso e
preoccupato e non posso far finta di nulla. Mi riferisco, in particolare, a
un post diffuso a nome della presunta pagina Facebook ufficiale della Regione
Umbria, definita 'organizzazione governativa' e seguita da oltre 15mila
persone, in risposta alla riflessione di un cittadino che commentava
l'intervista rilasciata dalla presidente Catiuscia Marini a Pasquale Punzi,
relativamente alle nomine dei direttori generali”.
Luca Barberini ricostruisce così quanto avvenuto sul social network. “Nel
dibattito che ha coinvolto vari utenti un cittadino ha affermato: 'La
racconti lei giusta signor …. comunque lo sanno anche le pietre che
l'innovatore voleva portare a casa due bei soldatini per curare le vostre
clientele e il giochino non gli è riuscito... E mo' rosica….'. Un altro
utente ha replicato: 'Non la conosco sig... ma ugualmente le consiglio di non
mettere in dubbio l'onestà e la correttezza morale di Luca Barberini. Prima
di farlo cerchi di conoscere le persone e ... Non esprima giudizi tanto per
farlo'. Prontissima è stata la risposta del presunto profilo ufficiale
della Regione Umbria: 'Signor .... nemmeno io la conosco, ma a parte il
folclore del mio dire, la sostanza della mia affermazione sta scritta su
tutti i giornali ... dunque non ho espresso alcun giudizio, ma ho
semplicemente riproposto una verità che conoscono anche le pietre, salvo
forse lei signor..'. “A quale verità – si chiede Barberini - si
riferisce la 'Regione Umbria'? Esiste una verità assoluta di cui è
depositaria? E perché parla in prima persona? E ancora: perché utilizza
parole simili ('lo sanno anche le pietre') all'utente che aveva attaccato il
mio operato?”
“È davvero sorprendente - continua Barberini - che un ente pubblico parli
in prima persona, che si permetta di replicare usando certi toni e di
attaccare l'operato di un consigliere regionale, già assessore, dunque un
uomo delle istituzioni, facendo ricostruzioni parziali dei fatti. Di
folcklore, per dirlo con la 'Regione Umbria', non c'è niente: qui c'è solo
da capire come possano accadere cose del genere. C'è un hacker dietro?
Allora va subito fatta un’indagine interna, coinvolgendo anche le autorità
competenti in materia e va ripristinato il corretto utilizzo di questi
strumenti di comunicazione oggi molto importanti. Oppure c’è qualcuno che
utilizza impropriamente simboli o peggio ancora strumenti istituzionali per
denigrare le persone e fare attività politica? Vanno avviati immediatamente
– conclude - accertamenti, anche interni, sperando che non si tratti
dell’ultima ipotesi perché ci farebbe tornare indietro di oltre
quarant'anni e riscoprire regimi, anche di diverso colore politico, che non
permettevano libertà di espressione e di iniziativa politica. Inutile andare
a cercare il post in questione: nel corso della notte è stato rimosso, ma le
tracce restano...".
