Tu sei qui
Arresti Comune di Terni: le prime reazioni politiche
Terni - Di seguito riportiamo le prime reazioni politiche a seguito degli arresti domiciliari del sindaco Di Girolamo e dell'assessore Bucari.
PARTITO DEMOCRATICO “Premesso che rispetto alla presunzione di innocenza e a quanto previsto dall’articolo 27, comma 2 della Costituzione noi non siamo garantisti a corrente alternata come invece dimostrano di essere autorevolissimi esponenti Cinquestelle, che oggi giocano a chi la spara più grossa e parlano di corruzione a Terni mentre in altre occasioni sono stati molto più attenti a non sperticarsi in termini fuori luogo, chiaramente la vicenda ci addolora”. Così, un una nota, il segretario Giacomo Leonelli e la segreteria del Pd Umbria.“Il nostro pensiero va a Leopoldo Di Girolamo e Stefano Bucari e alle loro famiglie – prosegue la nota. Sono due persone che vengono dal territorio, che conosciamo come militanti seri, impegnati e onesti prima ancora che come amministratori.
MOVIMENTO 5 STELLE A meno che il Partito Democratico non voglia regalare a Terni l'ennesima umiliazione, quella di avere una Giunta ed una maggioranza guidata da un Sindaco agli arresti domiciliari, riteniamo fisiologico che l'esperienza politica del centro sinistra alla guida della nostra città sia conclusa. La notizia è infatti sulle prime pagine di tutte le testate locali e nazionali: di fatto il caso Di Girolamo sta rubando la scena mediatica della riconferma di Renzi alla guida del Partito Democratico.
Questo a prescindere dal fatto che il nostro sistema giudiziario si basi sulla presunzione di innocenza fino all'ultimo grado di giudizio.
Dal canto nostro questo è un sistema che denunciamo da anni attraverso atti, esposti, segnalazioni formali fatte attraverso un lavoro estenuante: oggi non si aggiunge nessun elemento a quanto avevamo constatato cinque mesi fa, quando l'opinione pubblica venne a conoscenza dell'operazione Spada, salvo la certezza che Terni è pronta a voltare pagina.
Speriamo che qualcuno non voglia farci assistere ai soliti teatrini volti ad allungare l'agonia di un partito che sta portando nel baratro un'intera comunità.
Al di là del prosieguo delle azioni giudiziarie, infatti, il giudizio politico può essere ormai tratto e vede un'intera comunità tenuta in ostaggio e sfruttata fino al midollo, con servizi scadenti, costi altissimi, lavoro inesistente, cultura depressa, ambiente devastato. Il fallimento è oggi evidente a tutti, ma in realtà sussiste da anni.
Un pensiero va al piano di predissesto, di cui attendiamo l'esito: come può un Sindaco agli arresti domiciliari pretendere di gestire questa fase così delicata con le limitazioni alla propria libertà personale? O forse vorranno far credere ai cittadini che è meglio una Giunta decimata anziché un commissario? In ogni caso è finita, è la Caporetto del PD ternano.
Solo un'irresponsabile ostinazione può portare questa maggioranza a proseguire a testa bassa, trasformando in un tragico esito collettivo il loro personale suicidio politico.
Tuttavia, proprio in questo momento buio per la nostra Città, desideriamo lanciare un messaggio di speranza: coraggio, una nuova alba si avvicina a grandi passi. Possiamo rinascere, voltare definitivamente pagina per liberare le forze propulsive che da anni sono soffocate dal "sistema".
Invitiamo i cittadini a stringere i denti, manca poco e poi sarà la liberazione.
RIFONDAZIONE COMUNISTA La nota del segretario provinciale di Terni Lorenzo Carletti: "I clamorosi sviluppi dell’inchiesta spada costituiscono un punto di non ritorno nella vita politica della città. L’azione della magistratura, ma anche l’opposizione sociale sviluppata in città in questi mesi da movimenti e comitati, ha contribuito a svelare l’opacità dei meccanismi di governo del Partito Democratico. Rifondazione Comunista ritiene ormai doveroso, da parte dell’attuale maggioranza cittadina, trarre le dovute conseguenze politiche di tre anni di gestione disastrosa della cosa pubblica e ridare la parola ai cittadini. L’escalation della cronaca giudiziaria locale conferma quanto denunciamo da tempo: La presenza di un sistema di potere funzionale al perseguimento di interessi economici prima ancora che politici, articolato su più livelli di governo. L’opera della magistratura conferma il giudizio politico di quanti non hanno ceduto alla vuota retorica del buon governo del Partito Democratico. Di fronte alla gravita dei fatti, sarebbe del tutto fuorviante e strumentale, come fatto nei mesi scorsi da parte degli ambienti vicino alla maggioranza, usare il mondo della cooperazione sociale quale scudo per comportamenti di amministratori pubblici o di soggetti aggiudicatari di appalti: Una cosa è la tutela del lavoro, a partire da quello di lavoratori a vario titolo svantaggiati, un’altra è il ricorso a pratiche tese ad assicurare i servizi sulla base di interessi di parte, come risulterebbe dallo stato dell’arte delle indagini. Esprimiamo pertanto vicinanza e solidarietà attiva a tutti i lavoratori delle cooperative coinvolte, le vere parti lese della vicenda unitamente ai cittadinanza ternani. C’è bisogno di un alternativa di sinistra per il governo della città. Serve agire subito il confronto tra tutte le forze alternative a questo sistema di potere. Occorre stringere un patto programmatico per garantire l’uscita dalla pericolosa disarticolazione istituzionale e sociale in cui la città sta sprofondando".
CLAUDIO RICCI “Sugli arresti del sindaco di Terni e di un assessore occorre, rigorosamente, attendere gli esiti della magistratura e i successivi livelli e gradi di giudizio". Così il consigliere regionale Claudio Ricci (Ricci presidente). Secondo Ricci, “dal punto di vista politico/amministrativo è evidente, per i problemi emersi recentemente sulla qualità dell'aria nella Conca ternana, la situazione dell'acquedotto della città (l'acqua potabile è mancata, per qualche giorno, in alcune zone) nonché i temi di lavoro e sviluppo, che la città di Terni deve ormai rappresentare la priorità per la politica regionale e anche nazionale, visto che da quella zona proviene una parte preminente del Pil dell'Umbria”. Ricci evidenzia come ormai, in Umbria, “emerge come necessario il cambiamento, sfiorato con il quasi miracolo alle elezioni regionali 2015, e a Terni serve un piano operativo di rilancio, a partire dalla capacità di creare un nuovo grande distretto europeo, legato al nuovo manifatturiero, la robotica e tecnologie/materiali innovativi, attivando un piano di ottimizzazione per la tutela dell'ambiente legato, soprattutto, al polo chimico, acciai speciali e indotto”. Claudio Ricci ricorda infine che “dal 2007 al 2015, il Pil pro capite è diminuito in Umbria di 5mila euro, un indice preoccupante, 2mila euro in meno della media nazionale italiana. Avanti – conclude -, con capacità per fare, verso Umbria 2020, l'anno del cambiamento possibile. In cammino, subito e insieme, per Terni”.

