Tu sei qui

Carbonari/M5S : " Caso Barberini punta dell'iceberg di una politica immobile ed arrogante"

Politica
Umbria 20/02/2016 - 15:08

Il consigliere regionale Maria Grazia Carbonari (M5S) interviene sulle
dimissioni dell'assessore alla sanità rilevando che “la crisi di Giunta è
lo specchio di un sistema autoreferenziale nefasto per l'Umbria e gli
umbri”. Per Carbonari “la sanità è soltanto la punta dell’iceberg di
questa mala gestio, testimoniata dallo scandalo dei letti aggiunti, dal basso
utilizzo della Centrale regionale di acquisto, dai tempi di attesa sia a
Perugia che a Terni e dal precipitare dell’Umbria nella classifica Lea”.
(Acs) Perugia, 20 febbraio 2016 – “La sanità è soltanto la punta
dell’iceberg di una mala gestio testimoniata dallo scandalo dei letti
aggiunti, dal basso utilizzo della Centrale regionale di acquisto, già
denunciato dalla Corte dei Conti, dai tempi di attesa che hanno determinato
un precipitare dell’Umbria nella classifica Lea”. Lo afferma il
consigliere Maria Grazia Carbonari (M5S), intervenendo sulle dimissioni
dell'assessore regionale alla sanità e rilevando che “la crisi di Giunta
è lo specchio di un sistema autoreferenziale nefasto per l'Umbria e gli
umbri”.

“La sanità – aggiunge Caronari - è il capitolo più rilevante nel
bilancio regionale ma questa logica autoreferenziale e di spartizione, fatta
di pochissime persone che mantengono il potere economico e politico ad ogni
costo, si applica ad ogni aspetto della politica regionale, finendo per
soffocare lentamente la nostra Regione. Ne è un vergognoso esempio il
ricchissimo sistema di vitalizi occulto di cui sono beneficiari pochi
fortunati ex politici del PD, tutti curiosamente riciclati a fine mandato in
società partecipate, cooperative beneficiarie di appalti, fondazioni
bancarie o altri incarichi lautamente retribuiti direttamente od
indirettamente con i soldi dei cittadini”. Per l'esponente
dell'opposizione consiliare “le vicende denunciate dall’ex assessore Luca
Barberini riportano alla luce il preoccupante fenomeno dell’approccio
totalitario da parte di Catiuscia Marini (in aperta continuità con la
precedente presidente Lorenzetti) in ogni aspetto della gestione
regionale”.

Maria Grazia Carbonari ricorda poi: “Quando sono stata eletta, cercando di
portare la mia esperienza personale e professionale in questo nuovo ruolo di
consigliere, sono stata colpita in particolare dalla assurdità con cui
l’intero apparato politico umbro opera. Ciò che non sarebbe mai consentito
nel settore privato, nella gestione pubblica umbra è naturalmente perpetrato
senza reali conseguenze per i responsabili. Le regole diventano molto fumose
ed elastiche, dai termini per l’accesso agli atti, alla pubblicazione dei
documenti nella sezione Amministrazione trasparente dei siti istituzionali,
alla gestione delle società partecipate che comportano un bagno di sangue
per le finanze regionali (cioè per i soldi di tutti noi cittadini). La
realtà oggettiva sembra diventare oggetto di opinione politica, con dati
manipolati dall’arte retorica, pur di negare a tutti i costi quella stessa
realtà. Quando il consigliere, nel pieno dei propri doveri istituzionali,
indaga e denuncia l’operato della Giunta, viene sistematicamente attaccato
ed interrotto dalla presidente della Regione con violenza verbale o con tono
di scherno, ostentando questa una superiorità ed un’intoccabilità
rispetto all'Assemblea (vero organo di rappresentanza dei cittadini), che ha
eguali solo in altre realtà politiche che non definiremmo propriamente
democratiche. Andrebbe ricordato che il partito della presidente Marini ha
ottenuto soltanto il 35 percento dei voti e con tale percentuale lei pretende
di imporre la propria volontà senza tollerare nessuna critica o voce
contraria, interna od esterna”.

“Finché l’attuale potere politico umbro – conclude Carbonari - non
inizierà ad ascoltare le istanze dei cittadini e premiare il merito, come
sarebbe suo dovere fare, nulla cambierà e la nostra bellissima Regione
continuerà a morire sotto ogni punto di vista: nella sanità,
l’istruzione, l’economia e l’occupazione, la sicurezza, il patrimonio
ambientale (ormai sempre più svenduto) e contaminato. Il gruppo consiliare
M5S ha già formulato numerosissime proposte concrete e subito realizzabili,
come il reddito di cittadinanza, per ora bocciate o rallentate con ogni
stratagemma. Ma queste difficoltà non ci scoraggiano, anzi ci motivano
ancora di più a proseguire il nostro lavoro”.

L'autore

Redazione