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Centri antiviolenza, il PD che conta si scaglia contro Flamini, ma non contro la Cgil

Politica
Umbria 10/08/2016 - 15:06

Cgil e Prc attaccano il governo, la presidente della Regione Umbria, Marini, lo difende e informa: "Da noi 200mila euro ai tre centri umbri"

Botta e risposta, sui fondi per i centri anti violenza, tra Enrico Flamini, segretario regionale di Rifondazione comunista, e la presidente della Regione, Catiuscia Marini. Che tuttavia va in contrasto anche con la Cgil di Perugia, che in una nota sostiene più o meno le tesi di Flamini, affermando che è “gravissima l’azione del governo che, con la mancanza di riparto del fondo per i centri antiviolenza, di fatto indebolisce un servizio aperto a Perugia e a Terni che svolge una significativa azione grazie alla professionalità e alla responsabilità di operatrici, che con i loro interventi agiscono a difesa della vita delle donne e a sostegno della loro autonomia. Inaccettabile – continua la Cgil di Perugia – anche il silenzio dei parlamentari umbri forse distratti dal periodo vacanziero”.

Marini però se la prende solo con Flamini, rilevando che la sua polemica sui “presunti tagli del governo al Fondo nazionale antiviolenza è alquanto sterile”. Per Marini, “la cosa non risponde assolutamente al vero”.

La presidente precisa: “Per ciò che riguarda l’attività dei tre centri umbri antiviolenza (Perugia, Terni e Orvieto) posso assicurare che, grazie all’impegno straordinario della Regione – che con l’ultima manovra di assestamento del bilancio ha erogato un contributo straordinario di 200 mila euro – essi potranno continuare ad operare”.

La presidente Marini, sempre con riferimento alla vicenda del mancato riparto del Fondo nazionale per l’attività dei centri antiviolenza, spiega come esso sia stato determinato dal fatto che alcune Regioni (e tra queste non vi è l’Umbria, che ha traxsmesso nei tempi stabiliti al Governo tutta la formale documentazione) non hanno ancora formalizzato i rendiconti di attività, impedendo così la possibilità di effettuare il riparto in occasione dell’ultima riunione della Conferenza Stato-Regioni, che è stato, quindi, solo rinviato”.

Sul caso interviene anche la senatrice pd Valeria Cardinali che così come Marini attacca il segretario del Prc Enrico Flamini, il quale sabato a proposito del mancato riparto aveva parlato di «scelta vergognosa». La presidente parla di «polemica sterile, se non fuori luogo», mentre Cardinali prende atto che «il segretario Flamini non riesce a sottrarsi alla tentazione di strumentalizzare politicamente un tema così serio e delicato. La polemica politica non mi interessa, perciò preferisco dire come stanno le cose. Prima di tutto il ritardo nel riparto del fondo nazionale non è una scelta del governo e bene farebbe chi alza il polverone ad informarsi prima di parlare». «Il ministro Boschi – aggiunge -, che ha la delega su questa materia dal 21 giugno 2016, non ha nemmeno cambiato i criteri di riparto per consentire una veloce assegnazione dei fondi e sta lavorando per portare in conferenza stato-regioni la ripartizione per il quest’ultimo periodo. Il governo nazionale e i parlamentari, non solo umbri, hanno ben chiara l’importanza del lavoro dei centri antiviolenza e molti di noi, anche nei ruoli precedentemente ricoperti, hanno lavorato per aprirli, come è accaduto anche in Umbria».