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Come cambiano gli assetti nei Comuni toscani

Politica
Toscana 27/02/2015 - 10:55

Il consiglio regionale della Toscana ha varato la nuova legge che regola – e cambia - le funzioni esercitate dalle Province e dai comuni in forma associata. C'era attesa, anche in riva al Tevere, per le decisioni prese a Firenze, dato che a queste latitudini è attiva l'Unione dei Comuni della Valtiberina. Decisioni che ora sono ufficiali essendo state ratificate nella seduta consiliare del 25 febbraio scorso, approvate con 41 voti favorevoli e 3 astensioni. Cominciamo col dire che la Regione Toscana farà da ora in poi – con lo "svuotamento" amministrativo delle province – la parte del leone. Alla regione saranno infatti trasferite le funzioni in materia di agricoltura, caccia e pesca, orientamento e formazione professionale. In materia di ambiente il trasferimento sarà indirizzato a gestione dei rifiuti, difesa del suolo (compreso il demanio idrico), tutela della qualità dell'aria, inquinamento acustico, tutela delle acque, energia. Infine, oltre alle funzioni dell'Osservatorio sociale, saranno trasferite quelle sulle strade regionali, limitatamente alla progettazione e costruzione delle opere. E ai comuni? Qui l'elenco è molto più ridotto. Saranno infatti trasferite le funzioni in materia di turismo, esclusa però la formazione professionale degli addetti, sport, la tenuta degli albi regionali del terzo settore. Risvolti importanti per quanto riguarda l'esercizio associato di funzioni comunali. Questo sarà svolto dalle Unioni di Comuni, nel caso in cui l'ambito di dimensione territoriale adeguata o la zona distretto coincidano con il territorio della stessa Unione. Negli altri casi l'esercizio è svolto sulla base di una convenzione. Novità anche sul fronte dei finanziamenti. I contributi previsti dalla legge regionale per la fusione dei comuni, a partire dal prossimo giugno, saranno ridotti della metà se il comune nascente non raggiunge la dimensione territoriale che comporta l'esonero dall'esercizio associato delle funzioni. I contributi sono invece aumentati del 30% se il comune nascente supera i 10mila abitanti e del 60% se supera i 15mila abitanti, oppure se sono stati coinvolti almeno quattro comuni, con uno dei comuni obbligati all'esercizio associato in entrambi i casi. In alternativa, i contributi sono raddoppiati se la fusione coinvolge tutti i comuni di un ambito di dimensione adeguata. Dopo il superamento delle Province, fusioni ed Unioni diventano dunque essenziali. Atteso a questo punto il commento a quanto deciso nella sede regionale fiorentina da parte degli amministratori dell'Unione dei Comuni della Valtiberina, presidente Daniela Frullani in testa. 

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Redazione