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Flamini/Prc: «La sanità umbra non è del PD»
Le recenti e gravi dichiarazioni del consigliere regionale del Pd Solinas e l'annuncio delle dimissioni dell'assessore regionale Barberini confermano quanto diciamo da tempo: sulle nomine dei direttori generali delle Aziende sanitarie e ospedaliere si sta consumando una sorta di resa di conti interna al PD umbro. Come se il sistema sanitario regionale fosse ad uso e consumo di un partito. L'elemento più grave della vicenda è però che, attraverso questo tipo di polemiche, si tenta di nascondere l'immobilismo della Presidente e del PD umbro nei confronti dei tagli alla sanità targati Renzi, fatto sul quale evidentemente sono tutti d'accordo. I cittadini umbri, infatti, stanno già toccando con mano le ricadute concrete dell’entrata in vigore del decreto Lorenzin con le oltre 200 voci presenti nell’elenco degli esami clinici che il Sistema sanitario nazionale ha iniziato a coprire solo a certe condizioni. E' iniziato il percorso per la definitiva privatizzazione della sanità. Per l’Umbria, al di là di trionfalismi dell’ultima ora sulle risorse assegnate, si tratta di un ulteriore disastro, visto il forte depotenziamento dei livelli di assistenza causato dai tagli e dall’assenza di ogni programmazione regionale nella ripartizione delle risorse e nell’organizzazione dei servizi. Nessun ragionamento sugli stipendi dei direttori, nessuna proposta concreta per potenziare la medicina di territorio e la prevenzione. A pagare per questa situazione saranno i cittadini e le fasce più deboli della società.
Enrico Flamini, Segretario Regionale di Rifondazione comunista dell'Umbria

